COMUNICATO STAMPA 224
Il provvedimento con cui L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la vendita della “pillola dei cinque giorni dopo” alle minorenni senza necessità di prescrizione medica si comprende appieno se si tiene conto di quanto previsto dalla legge 194 del 1978 che ha legalizzato l’aborto. Quella legge, che proclama il diritto alla procreazione cosciente e responsabile interpretandolo come libertà di aborto, presenta l’uso dei contraccettivi come l’unico strumento di prevenzione, tanto da prevedere che il medico che esegue l’aborto sia “tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite” e da promuovere corsi di aggiornamento del personale sanitario sui metodi anticoncezionali. La legge ha ben presenti i minorenni: prevede, infatti, che la somministrazione dei contraccettivi da parte delle strutture sanitarie e dei consultori sia “consentita anche ai minori”, ovviamente all’insaputa dei genitori. Del resto, in base a quella legge, le ragazze minorenni possono abortire all’insaputa dei genitori, a ciò supportate dal consultorio.