Il danno più grande alle donne che devono affrontare certe sfide comunque lo fanno proprio i militanti pro-aborto. La vita è fatta, inevitabilmente, di prove dure, e la tragedia può sempre verificarsi (a te è capitata la gravidanza indesiderata, ad altri una malattia genetica, ad altri ancora la morte di un figlio, non viviamo in un paradiso terrestre e mai ci vivremo, non volerlo accettare non fa altro che moltiplicare le sofferenze).
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domenica 30 maggio 2021
La legge e la scienza non c'entrano nulla
Un’altra cosa da chiarire, anche se è imbarazzante doverlo fare, tanto dovrebbe essere ovvia, è che legale e giusto sono due cose diverse, essendo il primo un concetto giuridico e il secondo un concetto morale, e che le questioni di bioetica non sono propriamente scientifiche quanto piuttosto filosofiche. Se ciò che è legale fosse anche automaticamente giusto moralmente dovremmo concludere che era giusto impedire gli aborti, prima che fossero legalizzati, o che tornerà ad essere giusto qualora gli antiabortisti riuscissero a renderli nuovamente illegali (e dunque perché ostacolarli nella loro campagna?).
sabato 13 febbraio 2021
Il dolore perduto
L’aborto volontario è un tema spesso ignorato e misconosciuto dalla cultura medica e sociale, soprattutto se consideriamo l’impatto psicologico che questo evento ha sulla donna. L’articolo che segue valuta la letteratura presente sulla psicologia del lutto nel post- aborto, e offre spunti di riflessione sul lutto e sulla gestione dei principali sintomi luttuosi.
La radice etimologica della parola aborto è nel termine latino abortus, da ab-orior, letteralmente “venir meno nel nascere, non nascere, morire”; con questo termine, che è il contrario di orior, nascere, si intende dunque la fine del percorso vitale del bambino in utero.
Letteralmente aborto significa morto, perduto. La parola morto richiama inevitabilmente un altro termine, lutto, anch’esso derivante dal latino luctus (da lugere, piangere) ovvero pianto, afflizione profonda causata dalla perdita di una persona cara.
Morte – lutto descrivono una buona parte del vissuto esperienziale dell’aborto, quando cerchiamo di capire cosa accade nell’intimo di una madre, ( e alcune volte, ancora troppo poche, di un padre) quando si sceglie di interrompere una gravidanza, e dunque un processo di genitorialità.
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